Ultimi e penultimi. Grida da ascoltare

Il nuovo libro di Mario Adinolfi, il Grido dei penultimi (YoucanPrint, 2020) è bello. Anzi bellissimo. Coinvolgente. Uscito dal cuore e scritto per noi che abbiamo bisogno di storie, di storie belle. Non quelle degli influencer, che influenzano solo i consumi, ma non ci cambiano la vita.
Invece questo libro parla di noi, i penultimi.
Quelli appartenenti alla maggioranza della popolazione.
Non siamo i ricchi, chi sta sempre bene, ma non siamo neanche poveri, o meglio non siamo poverissimi, non siamo gli ultimi.
Ma si sa, basta poco per diventarlo e la pandemia attuale ha fatto tanti danni per cui anche i penultimi han bisogno di aiuto e speranza.
E di speranza in questo libro ce n’è tanta.
Ci sono storie dolorose. Il suicidio, quello assistito e quello a cui l’autore non avrebbe mai voluto assistere neanche indirettamente.
La morte, quella proposta, a volte imposta e in altri casi vista quasi come normale e anzi doverosa per non pesare sulla società.
E la disperazione, non quella di chi è in guerra o in terre di carestia, che magari sta morendo ma canta e prega. No, la disperazione di chi ha perso la gioia di vivere e si spacca di droghe e antidepressivi.
Ma c’è tanta speranza, dall’Australia a Roma, dall’Olanda a Brescia, questo libro meditazione intreccia racconti personali della vita dell’autore con testimonianze, interviste ed eventi recenti sempre con il desiderio di riflettere insieme sul bisogno che i penultimi hanno di essere ascoltati, aiutati, supportati da noi, dalla Chiesa, dallo Stato per riaccendere speranza.
E’ un grido silenzioso, muto, che trova voce in questo libro.
Gridano le famiglie dimenticate dalle politiche sociali, gridano i malati, gridano i ceti medi che vedono il mondo battersi per le minoranze, cosa buona e giusta, dimenticandosi pero’ che la maggioranza è stata dimenticata del tutto.

Ascoltiamo, leggiamo questo grido e impegniamoci a dar voce e aiuto a questi urlatori che pazientemente faticano nel quotidiano.
E nessun quotidiano da loro voce. Prima che la voce diventi troppo roca e si tramuti in rabbia e nichilismo.

Ci sono molte frasi del libro che andrebbero riprese e ricordate.
Questa pero’ mi pare riassuma bene perchè va letto questo libro:

La vita sembra essersi fatta più faticosa per molti, forse per tutti. Ma
esiste un modo per accumulare un tesoro nel corso di questa esperienza: coltivare la memoria, immergersi nella verità. E non dimenticare mai l’amicizia, il nostro esserci prossimi, aiutando sempre chi si può.


Auguriamo a Mario Adinolfi di poter portare in tutta Italia questa sua riflessione che completa una trilogia che comprende anche Voglio la mamma (vero manuale del politicamente scorretto) e O capiamo o moriamo. Si. sappiamo che Mario da sempre si definisce un peccatore, che spesso viene lapidato per le sue idee (mai offensive) e per il suo aspetto (mai difeso dalla gente che conta sui media). Ma forse proprio da chi è imperfetto ascoltiamo parole così utili a metterci dalla parte dei penultimi.
Un grido che è il nostro grido. Un bisogno che è il nostro bisogno. Di parole e idee libere. Di notizie che sanno di vero e di pulito. Di qualcuno che dia voce a chi dice “non ce la facciamo piu'”.

Paolo Botti

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Il grido dei penultimi
Mario Adinolfi- Youcanprint 2020


Un consiglio: comprate il libro direttamente dall’editore (non abbiate fretta) o in librerie piccole, evitate i colossi della distribuzione per non favorire il monopolio culturale e commerciale. In questo caso credo che l’autore segnali che sul sito de La Croce Quotidiano si possano ricevere copie autografate

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