Un angelo della speranza in Australia contro il mercato del sesso

Linda WatsonQuando Linda Watson incontro’ Giovanni Paolo II, si ricordo’ del racconto del Vangelo sulla donna di cattiva fama che aveva incontrato Cristo. Watson, una ex prostituta che si è convertita al Signore, chiese a Papa Giovanni Paolo II di pregare per lei e per il suo lavoro.  “Non potevo credere di trovarmi realmente di fronte a lui”, ha raccontato la Watson a ZENIT, il giorno dopo l’udienza avuta con il Papa.  “È stato veramente straordinario”, ha detto. “Ho iniziato a dire in polacco, la mia seconda lingua, ‘Oh mio Padre Santo!’. L’esperienza è stata esaltante ma al contempo di grande umiltà!”

Watson ha potuto lasciare la strada dopo più di 20 anni nel commercio sessuale, per convertirsi e, con l’aiuto del suo arcivescovo, mettere su delle case per le prostitute desiderose di uscire da quello stile di vita.  Una delle principali promotrici della campagna contro la legalizzazione della prostituzione nel proprio Paese, l’Australia, è stata eletta nel 2003, dalla nazione, come “la donna più ispirata dell’anno”  Ma come ha potuto una donna che sta oggi facendo tanto bene, essere coinvolta in tanto male?  “Beh, ho avuto una vita difficile come ragazza madre con tre figli, ciascuno dei quali non aveva che il pavimento su cui dormire”, ha spiegato la Watson. “Così, quando questa signora dall’apparenza benestante mi ha chiamato toccandomi la spalla nella sala da tè del mio umile ufficio e mi ha detto che potevo guadagnare 2.000 dollari (1.650 euro) a settimana semplicemente facendo massaggi, sono stata molto tentata”.

Aiuta con un piccolo contributo
con PayPal Bancomat o Carta di credito:

La donna, una tenutaria, tentava di convincerla prospettandogli la possibilità di limitarsi ad un tentativo di due mesi. “Nessuno lo verrebbe a sapere e poi potresti uscirne”, l’aveva assicurata.  In breve tempo la Watson si rese conto della verità, ma ormai era troppo tardi.  “Una volta iniziato, hai perso la tua dignità. Sei venduta”, ha ricordato. “Il mio primo cliente era dirigente dei media di alto profilo e subito mi è sembrato di essere venduta come un pezzo di carne a tutti i suoi miliardari” .  Linda Watson ha descritto come la situazione può diventare “fuori controllo” . I soldi e la manipolazione “erano una sorta di rete di sicurezza che ti mettevi addosso”, ha affermato e “se tentavi di uscirne per entrare in una nuova vita, non avevi dove andare per recuperare il rispetto e ricostruirti una vita”.

SOSTIENI INIZIATIVE MISSIONARIE!
Con il tuo 5 per 1000 è semplice ed utilissimo.
Sul tuo 730, modello Unico, scrivi 97610280014

Uscire fuori dal commercio del sesso sembrava impossibile finché non ha “invitato Dio nel suo cuore per pura disperazione”. Fu il giorno in cui morì la Principessa Diana.  “Per la prima volta realizzai veramente che la ricchezza e il potere non erano la risposta per tutto”, ha raccontato. “Certamente non le avevano salvato la vita”.  Linda decise di trovare un lavoro, ma nessuno la prendeva. Allora sentì che Dio le aveva dato una missione per salvare le altre che erano intrappolate nella prostituzione. Ma ancora una volta, nessuno era disposto ad aiutarla.  “Non so quante centinaia di chiese mi hanno letteralmente respinto, finché sono arrivata alla porte dell’ufficio dell’arcivescovo cattolico”, ha ricordato. “Egli vide il mio spirito”.  Per monsignor Barry Hickey, arcivescovo di Perth, in Australia, quel giorno è stato una risposta alle sue preghiere.

A colloquio con ZENIT, l’ arcivescovo ha raccontato che prima di incontrare Linda Watson, non riusciva a trovare il modo in cui scalfire l’industria del commercio sessuale.  “Sapevo che inviare un normale assistente sociale sul campo non avrebbe portato quasi a nulla”, ha affermato il prelato. “Avevo bisogno di qualcuno che conoscesse l’attività dal di dentro. E lei è stata il mio angelo della speranza”.  Così è iniziato il ministero di questa squadra: formare delle case di recupero per prostitute, opportunamente denominate “Linda’s Houses of Hope” (Le case della speranza di Linda), al fine di fornire riparo, consiglio, protezione ed altro. L’arcivescovo Hickey ha raccontato che la Watson si trova spesso a lavorare con le vittime ad un livello iniziale.  “Alcune delle ragazze vengono da me senza mutande, senza denti persino”, ha riferito Watson. “Alcuni uomini le fanno saltare i denti, così dobbiamo prenderci cura di tutti questi aspetti”.

Con la diffusione della violenza e della droga e con le ragazze che “fanno dagli otto ai 15 clienti al giorno”, la Watson si è detta furiosa nei confronti dei politici che tentano di portare avanti progetti di legge per legalizzare la prostituzione.  “La prostituzione ti distrugge”, afferma. “Non ti apprezzi e ti sembra che nessuno potrebbe mai amarti.” “Vorresti che questo accadesse a tua figlia o a tua sorella?” Vorrebbe tanto chiedere ai politici.  “Sono profondamente scossa e credevo che nulla potesse colpirmi”, ha affermato la Watson riferendosi a queste ragazze. “Sono così distrutte che sono come morte, come degli zombi che camminano. Se la gente le vedesse non si darebbe tanto da fare per la legalizzazione [della prostituzione]”.

Per il suo lavoro, la Watson ha tratto ispirazione da Madre Teresa, presenziando peraltro alla sua beatificazione, e da Giovanni Paolo II. “So che abbiamo tutti un passato molto diverso”, ha detto ridendo. “Ma so anche che tutti noi amiamo amare”.  La vita che ora conduce non è esente da pericoli. Il suo successo nel far affossare le proposte di legge di legalizzazione e nell’esporre gli abusi contro le donne, le ha procurato molti nemici. Tuttavia, la Watson considera come una piccola croce da offrire lungo il cammino, ciò che si potrebbe definire un martirio moderno.  “Sono quasi abituata ad essere attaccata, colpita e a ricevere minacce di morte”, ha affermato. “Cammino con Dio e cerco di fare in modo di schivare i colpi”.

IL TUO 5 per mille VALE MOLTISSIMO
per gli ultimi, per chi e' sfruttato, per difendere la vita
sul tuo 730, modello Unico,
scrivi il codice fiscale degli Amici di Lazzaro: 97610280014