Un male contro il quale bisogna combattere (Don Dolindo)

Così avviene nell’anima

Nella vita dei cristiani, come in quella dei sacerdoti e dei religiosi, è facilissimo decadere dal primitivo fervore attraverso le prove e le contrarietà della vita che s’incontrano, sempre, in ogni stato. Una lampada s’accende con una luce brillante, ma poi, a misura che si consuma l’olio s’affievolisce, vi si forma il fungo e può anche spegnersi. Così avviene nell’anima: a poco a poco rinascono le passioni sopite, riaffiorano le debolezze e le miserie del proprio carattere, si suscita la reazione alle contrarietà che s’incontrano, e che sono immancabili, e rinasce l’uomo vecchio, quando dovrebbe prosperare l’uomo nuovo nell’elevazione della santità. È un male contro il quale bisogna combattere.
(Padre Dolindo – Servo di Dio) Chi era Don Dolindo

Commento al brano Gv 14,1-6:
Gesù va a preparare in Cielo il luogo agli apostoli

Gli apostoli erano rimasti turbati e sconvolti da quello che Gesù aveva loro detto che sarebbe stato con loro solo per poco, e che l’avrebbero cercato, ma non avrebbero potuto seguirlo dov’Egli sarebbe andato.
Il loro turbamento era tanto più profondo, in quanto sembrava loro che svanissero d’un tratto tutte le speranze che avevano concepite, e gli ideali che avevano sognati. Speravano ancora che Gesù avesse dovuto trionfare clamorosamente e politicamente dei nemici d’Israele, e inaugurare un regno glorioso, nel quale essi avrebbero avuto posti eminenti; speravano che questo dovesse presto avverarsi, e pregustavano forse, fantasticamente, la confusione che avrebbero avuta i suoi nemici; ora, il sentir parlare di tradimento, e implicitamente di morte, li turbava e disorientava. Per questo Gesù disse: Il vostro cuore non si turbi, abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me; cioè: abbiate fede in Dio che saprà compiere le sue promesse, ed abbiatela anche in me che non vi lascerò delusi nella speranza che avete in me.
Gesù soggiunse che Egli se ne andava per preparare loro il posto, perché nella Casa del Padre suo c’erano molte dimore. Se non fosse così – soggiunse –, ve l’avrei detto, cioè mi sarei licenziato da voi definitivamente; ma io verrò di nuovo, vi prenderò con me, e sarete anche voi dove io sarò.
Gesù soggiunse: Voi sapete dove io vado e ne sapete la via. Non volle parlar esplicitamente del cammino della croce, ma si richiamò con una sola espressione a quello che tante volte aveva detto, per non disorientarli in quel momento di angoscia. Tommaso prese l’espressione di Gesù in senso materialmente letterale e, immaginando che Gesù volesse fare un viaggio lontano, disse: Signore, noi non sappiamo dove tu vada, e come possiamo conoscerne la via? Con una parola sublime, Gesù gli rispose, aprendo all’umanità un orizzonte magnifico di ascensioni, e disse: Io sono la via la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per me.
Egli è la via, l’unica via di salvezza, perché con i suoi meriti riconcilia gli uomini con Dio, li muove con la sua grazia, li illumina e li dirige con i suoi esempi e con la sua dottrina. La perfezione è, in fondo, un progredire in questa unione d’amore, un perdere di vista sempre più sé stesso, ma congiungersi maggiormente a Lui, fin quasi a combaciare col punto di arrivo cui Egli ci porta.
Gesù Cristo è la verità prima ed essenziale, poiché è l’infinita ed eterna sapienza, conoscenza sostanziale e infinita del Padre. Dio è colui che è; è la verità, l’unica verità dalla quale dipendono tutte le altre, l’unico assioma infinitamente vivente. Chi va a Dio deve conoscerlo per amarlo, e non può conoscerlo fuori di Gesù Cristo che ce lo rivela in tutte le verità che ci annuncia.
Gesù Cristo come Dio è la vita per essenza, e come uomo è la causa meritoria della vita soprannaturale che ci viene comunicata per mezzo della grazia e della gloria. Gesù Cristo è la via che ci porta a Dio, la luce che illumina la via, la forza che la fa percorrere. È la vera Via delle ascensioni umane, è la vera sapienza dell’intelletto nostro, ed è la vera vita delle nostre attività e del nostro cuore. Per Lui si nasce soprannaturalmente e si percorre la via dell’eternità.
(Padre Dolindo – Servo di Dio)

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