Uno spinello che male vuoi che faccia…

Ormai da qualche anno sono chiamata in alcune scuole a tenere delle lezioni ai ragazzi delle medie inferiori di “prevenzione” alla tossicodipendenza e alle malattie sessualmente trasmissibili.
Ogni anno che passa, la prima cosa che noto con crescendo sempre maggiore è di come ragazzi di 13-14 anni siano sempre più informati, meglio disinformati, sul mondo delle droghe; sempre più ne parlano con disinvoltura e sempre più hanno già fatto conoscenza, fortunatamente molto spesso indirettamente, di cosa siano le droghe.
L’argomento su cui ci si sofferma di più è l’utilizzo, le conseguenze, gli effetti collaterali dello spinello, perché molti di loro già ne hanno fatto uso (anche se non lo dicono) o perché in casa amici o genitori ne fanno uso costante… E allora l’interesse cresce.
Uno studio promosso dal Consiglio d’Europa qualche mese fa diceva che il 43% degli studenti italiani, comprese le scuole medie superiori, aveva fato uso almeno una volta di marijuana o di hascisc.
Questo dato deve far riflettere sul perché i ragazzi fumano “canne” e quali danni produce questa sostanza che di leggero non ha proprio niente…
In età preadolescenziale i ragazzi hanno già a disposizione soldi da spendere a proprio piacimento. Accanto ai cellulari, ai vestiti firmati, all’alcool, questi soldi vengono spesi anche per gli spinelli. La marijuana attira perché è un modo di trasgredire, di mettersi contro qualcuno, di sballare, di infrangere il codice sociale e familiare. Per alcuni ragazzi iniziare a fumare le “canne” significa staccarsi da un mondo programmato dagli adulti, e così immaginare di essere diversi, capaci di infrangere alcune regole ritenute inutili e limitative. Ma l’esperienza dello spinello non è quasi mai limitata a se stessa.
Chi ha esperienza di lavoro tra i tossicodipendenti dice che quasi il 100% di coloro che hanno fatto uso di eroina e cocaina, hanno iniziato usando e abusando di marijuana o hascisc. Molti incominciano per gioco o curiosità con gli spinelli e sono diventati dipendenti da tutte le altre sostanze stupefacenti, perché la dipendenza psichica da una droga, apre all’altra.
Inoltre è giusto informare i giovani e i genitori che il principio attivo Thc.(cannabinolo), presente in queste sostanze attualmente in commercio e falsamente dette “leggere”, è ormai passato dal 5% al 15%. Ciò significa che le sostanze cannabiche in circolazione, risultano davvero pericolose alla salute fisica e psichica.
Gli spinelli producono momentanee sensazioni di benessere psico-fisico, ma riducono la capacità di concentrarsi, di apprendere e di ricordare, così da compromettere sensibilmente la maturità e il rendimento scolastico; illudono i contatti relazionali che sembrano immediati e facili sotto l’effetto della sostanza, ma che poi vengono meno favorendo uno stato di depressione reattiva; determinano l’incapacità di controllare e di regolare gli impulsi con il pericolo di rendersi responsabili di gesti violenti.
Sono stati segnalati casi in cui si sono scatenati episodi allucinogeni e stati psicotici irreversibili. Sono ormai parecchi i casi di giovanissimi che presentano disturbi psichiatrici per aver usato e poi abusato di “spinelli”.
Di fronte a tutte le droghe occorre essere intolleranti, bisogna finirla con il dire che bisogna distinguere tra droga e droga; è necessario rendere chiaro a tutti, senza confusione e pressappochismo, che qualsiasi tipo di droga fa male.
A volte papà e mamme passano ai loro figli gli “spinelli” e li fumano insieme; oppure insegnanti sostengono che una “canna” disinibisce e apre le “piste cerebrali”: non si rendono conto del male che fanno…
E’ necessario che sia sempre più evidente nel mondo la possibilità di vivere il quotidiano affrontando le difficoltà, i problemi, le gioie con speranza.
Ma questa Speranza l’uomo da solo non riesce a darsela.
Visto che si sta parlando di droga, vorrei ricordare come qualcuno un po’ di tempo fa ha affermato e come molti ancora oggi credono, che la religione è l’oppio dei popoli. L’oppio dei popoli è ben altro, è la non conoscenza della realtà, è il far vedere al popolo una parte sola della realtà e quella che si vuole (ma di questo magari parleremo un’altra volta…).
Chi vive “la religione” quotidianamente, o almeno ci prova, (la mia esperienza è di quella cattolica), sa che questa permette di far vivere ogni condizioni della vita, dalla più gioiosa alla più dolorosa dandole un senso, una direzione, sapendo che non è inutile, ma “serve” a chi è il creatore e conduce la storia di ognuno per mano. La vita va affrontata giorno per giorno, i problemi non vanno dimenticati, non c’è niente al mondo che li cancella; ma c’è qualcosa, meglio Qualcuno che permette di affrontarli, di dar loro il giusto peso; il giusto senso, la giusta fatica… allora rifugiarsi nell’oblio momentaneo e fittizio serve solo a raddoppiare la fatica e a non far godere il bello che la vita è in ogni condizione…
Allora, cari adulti, forza e coraggio: che questo positivo dell’essere adulti; che questa bellezza di un vita vissuta e affrontata quotidianamente senza risparmio possa essere vista dai nostri ragazzi, che chiedono solo di essere “educati” al vero, al buono e al bello… perché per questo è fatto l’animo nostro…
Annamaria Brambilla

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