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GiĂ a partire dalla prima segnalazione in letteratura nel 1964, lâutilizzazione di preparati ormonali atti ad impedire la gravidanza successivamente al rapporto sessuale è stata fonte di un acceso dibattito scientifico e bioetico.[16]
Detti prodotti sono stati denominati, a livello internazionale, âcontraccettivi dâemergenzaâ.
LâOMS (Organizzazione Mondiale della SanitĂ ) afferma che la contraccezione dâemergenza o post-coitale si riferisce a metodi contraccettivi che possono essere utilizzati per prevenire la gravidanza nei primi giorni dopo il rapporto.[17]
Questa definizione tre le sue origini dallâintroduzione del cambiamento terminologico avvenuto nel 1965 ad opera dellâAssociazione dei ginecologi americani (ACOG) (esclusivamente di carattere semantico, come approfondito nel precedente paragrafo) che ha ridefinito il concepimento e quindi lâinizio della gravidanza come il momento dellâannidamento dellâovulo fecondato in utero.
Sicuramente non estranei a tale mutamento erano gli interessi che premevano per lâinclusione nellâambito dei contraccettivi anche di presidi agenti con meccanismo anti-nidatorio.[18]
LâOMS afferma anche che ogni donna in etĂ riproduttiva può aver bisogno, ad un certo punto, della contraccezione dâemergenza per evitare una gravidanza indesiderata ed indica le situazioni in cui deve essere usata dopo che si è avuto il rapporto sessuale.[19]
Queste ultime sono riportate anche dalla S.I.C. (SocietĂ Italiana della Contraccezione) nel suo âPosition paper sulla contraccezione per via oraleâ del 6 giugno 2011:
âLa contraccezione dâemergenza è da utilizzarsi nelle seguenti condizioni:
– quando non sia stato utilizzato alcun metodo contraccettivo;
– quando via sia stato il fallimento o lâutilizzo non corretto di un altro metodo contraccettivo, come ad esempio:
° rottura accidentale, scivolamento o errato utilizzo del condom;
° dimenticanza della assunzione di pillole contraccettive combinate orali (âŚ);
° ritardo di piĂš di 12 ore nellâassunzione del contraccettivo orale a base di solo progestinico (desogestrel)
° ritardo di piĂš di 14 giorni dellâiniezione mensile di preparati depot;
° ritardo nellâapplicazione o rimozione intempestiva, volontaria o involontaria, di cerotto contraccettivo o di anello contraccettivo vaginale;
° rottura, lacerazione o rimozione precoce di diaframma o cappuccio cervicale;
° fallimento del coito interrotto (esempio di eiaculazione in vagina o sui genitali esterni);
° uso improprio o fallimento nellâapplicazione di tavolette o creme spermicide;
° errori di calcolo o mancanza di astensione nei giorni fertili del ciclo in donne che utilizzano metodi basati sullâastinenza periodica;
° espulsione di dispositivo contraccettivo intrauterino;
° in caso di violenza sessuale quando la donna non sia adeguatamente protetta da un metodo contraccettivoâ. [20]
La SocietĂ Italiana della Contraccezione, nel Position paper citato, puntualizza che âla contraccezione dâemergenza viene definita come âmetodica contraccettivaâ poichĂŠ può solo prevenire e non interrompere una gravidanza giĂ in atto (âŚ)âmetodica di supportoâ in quanto il suo utilizzo non è da considerarsi come metodo contraccettivo abituale o di prima scelta, ma solo quando altri metodi non siano stati del tutto o correttamente utilizzatiâ. [21] Afferma inoltre che âil termine complementare di âemergenzaâ suggerisce la necessitĂ dellâuso tempestivo, dopo un rapporto non adeguatamente protetto, per massimizzarne lâefficacia, e sottolinea ulteriormente che tali regimi non sono proposti per un uso abituale, ma esclusivamente sporadicoâ. [22]
La definizione di âcontraccezione dâemergenzaâ dellâOMS, ripresa poi dalla S.I.C. è stata ed è tuttora oggetto di discussione in ambito scientifico e bioetico. Il nocciolo della questione è sempre da ricondurre al fatto della ridefinizione del concetto di concepimento e gravidanza da parte dellâACOG.
La SocietĂ Medico-Scientifica Interdisciplinare PROMED Galileo rileva cheâquesta definizione, puramente convenzionale, ha consentito di considerare come âcontraccettivoâ qualsiasi strumento in grado di ostacolare la gravidanza, ma non è però scevra da problematicitĂ . Se da un lato infatti si vuole individuare lâinizio della gravidanza nel momento dellâimpianto dellâembrione (evento che per la completa realizzazione richiede peraltro circa un settimana di tempo), nei giorni che intercorrono tra il concepimento e lâadesione dellâembrione alla mucosa uterina (normalmente circa 5 giorni) si è comunque in presenza di un embrioneâ. [23]
Non si è di fronte quindi ad un effetto âcontraccettivoâ ma âantinidatorioâ.
Le Dott.sse Maria Luisa di Pietro e Roberta Minacori dellâUniversitĂ Cattolicadel Sacro Cuore di Roma, affermano che: âlâevidenza scientifica di tale effetto antinidatorio smentisce, quindi, la stessa terminologia utilizzata per definire lâutilizzo di dati prodotti: non si tratta di un meccanismo contraccettivo (lâinibizione del concepimento avviene solo in una piccola percentuale di casi), bensĂŹ di un meccanismo prevalentemente abortivo qual è quello antinidatorio,che si estrinseca dopo lâavvenuta fecondazione, quando è giĂ iniziato il processo di sviluppo di un nuova vita umanaâ. [24]
J. Scotson, nel 1995, in âEmergency Contraception. Use of the Term is Erroneusâ, afferma che: âIt is vital to be accurate when using words and phrases.(…) contraception means against conception that which prevents conception occurring. The object of using the postcoital contraceptive pills is to prevent nidation and further development of the conceptus and to procure an early chemical abortion. One cannot prevent what has already occurred, and therefore the use of the term emergency contraception for early abortion is erroneousâ: âE’ fondamentale essere precisi quando si usano parole e frasi. (…) contraccezione significa âcontro la concezioneâ, ciò che impedisce che si verifichi la fecondazione. Lo scopo dellâutilizzo delle pillole contraccettive post-coitali è quello di prevenire l’annidamento e l’ulteriore sviluppo del concepito e di procurare un aborto chimico. Non si può impedire ciò che è giĂ avvenuto, e quindi l’uso del termine âcontraccezione d’emergenzaâ per l’aborto precoce è erratoâ. [25]
Per tale ragione R.G. Rahwan, nel suo articolo âMorning-after birth controlâ,apparso su Lancet nel 1995, afferma che il termine âcontraccezione dâemergenzaâ è equivoco e che è necessario parlare di âintercezione dâemergenzaâ o di âinterruzione della gravidanza dâemergenzaâ. [26]
*Anna Fusina
NOTE
[16] AA.VV., Levonorgestrel post-coitale: una lettura aggiornata della letteratura medicain Ginecorama n. 2, Aprile 2012, p. 22-23
[17] Who Media Center, Emergency contraception, Fact sheet N.244, luglio 2012 inhttp://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs244/en/index.html: âEmergency contraception, or post-coital contraception, refers to methods of contraception that can be used to prevent pregnancy in the first few days after intercourse.â
[18] AA.VV., Levonorgestrel post-coitale: una lettura aggiornata della letteratura medica,cit., p. 22-23
[19] Who Media Center, Emergency contraception, Fact sheet N. 244, luglio 2012 inhttp://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs244/en/index.html: âEmergency contraception, or post-coital contraception, refers to methods of contraception that can be used to prevent pregnancy in the first few days after intercourse.â
[20] S.I.C. SocietĂ Italiana della Contraccezione, Position paper sulla contraccezione dâemergenza per via orale, 6 giugno 2011, p.1
Cfr. anche Royal College of Obstetricians and Gyneacologists (RCOG). Faculty of Sexual & Reproductive Healthcare â Clinical Guidance. Emergency Contraception, Clinical Effectiveness Unit. London: RCOG; August 2011 (Updated January 2012) e International Consortium for Emergency Contraception â International Federation of Gynecology & Obstetrics (FIGO), Emergency Contraceptive Pills. Medical and Service Delivery Guidelines.Third Edition 2012. New York: ICEC, 2012
[21] S.I.C. SocietĂ Italiana della Contraccezione, Position paper sulla contraccezione dâemergenza per via orale, 6 giugno 2011
[22] S.I.C. SocietĂ Italiana della Contraccezione, Position paper sulla contraccezione dâemergenza per via orale, 6 giugno 2011
[23] SocietĂ Medico-Scientifica Interdisciplinare PROMED Galileo, Ulipristal acetato (CDB 2914) Meccanismo dâazione: aspetti scientifici, deontologici ed etici – Relazione tecnico âscientifica, 16 aprile 2010 (allegata ad Esposto allâAutoritĂ della Concorrenza e del Mercato su ellaOne dellâAvv. Gianfranco Amato del 3 maggio 2010)
[24] Maria Luisa Di Pietro, Roberta Minacori, La âcontraccezione dâemergenzaâ in âMedicina e Moraleâ, n. 1, 2001, pp. 11-39
[25] J. Scotson, Emergency Contraception. Use of the Term is Erroneus, BMJ 1995; 311.762-763 in http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2349859/?page=1
[26] Maria Luisa Di Pietro, Roberta Minacori, La âcontraccezione dâemergenzaâ, op. cit., p. 11-39
Anna Fusina Fonte: http://vitanascente.blogspot.it/ (pubblicato per concessione dell’autrice del 1/7/2023)


