Lavoro, istruzione e welfare nella comunità pakistana in Italia (2022)

Foto di Khalil Ahmad da Pixabay

I dati sul mercato del lavoro evidenziano come la comunità si caratterizzi per una distribuzione piuttosto equilibrata tra diversi ambiti; si rileva una prevalenza del settore industriale, che accoglie complessivamente oltre un pakistano occupato su cinque in Italia (21,6%). Segue a stretto giro l’ambito commerciale, dove è impiegato il 20,5% degli occupati pakistani. Da segnalare il buon coinvolgimento in Alberghi e ristoranti, terzo settore di impiego, che occupa il 20,1% dei lavoratori della comunità. Rilevante anche la quota di occupati della comunità inseriti nei Servizi alle imprese (19,5%). Segue il settore agricolo con il 10,3% e i Servizi pubblici, sociali e alle persone (4,2%). Infine, per incidenza, troviamo il settore edilizio (2,2%) e PA, istruzione e sanità (1,4%).

Un’analisi dei principali indicatori sul mercato del lavoro rivela performance occupazionali della comunità pakistana molto peggiori rispetto a quelle relative alla complessiva popolazione non comunitaria: nel primo semestre 2022 risultava occupato il 44,7% della popolazione pakistana di 15-64 anni presente in Italia, una quota decisamente inferiore a quella rilevata sul complesso della popolazione non comunitaria (58,4%); il tasso di inattività si attesta sul 44,2%, mentre la disoccupazione è del 20% circa.

Il confronto con l’anno precedente fa emergere una situazione estremamente negativa per la comunità, con tassi peggiori rispetto alla media extra UE e nessun segnale di miglioramento. La principale causa di queste performance è da ricercare nella situazione della componente femminile della comunità: per le donne pakistane il tasso di occupazione si attesta al 7% (a fronte del 66% circa per gli uomini), l’inattività al 90% circa (per gli uomini 18,8%), dati che certificano l’enorme divario con la componente maschile.

La comunità, pur non avendo un elevato livello di istruzione (la quota di pakistani con al massimo la licenza media è pari all’81,6%, a fronte del 56,7%% registrato sul totale dei non comunitari), ha saputo trovare una propria specifica collocazione nel mercato del lavoro italiano attraverso lo svolgimento di lavori manuali che, come noto, non riescono a trovare nella manodopera autoctona sufficienti risorse in risposta alla domanda di lavoro. Relativamente alle tipologie professionali, infatti, nel primo semestre del 2022 è il lavoro manuale – qualificato o meno – la tipologia prevalente per la comunità, coinvolgendo oltre il 62% degli occupati pakistani: il lavoro manuale specializzato riguarda il 19% circa dei lavoratori della comunità, mentre il lavoro manuale non qualificato il 43%. Il 32,6% degli occupati pakistani è invece Impiegato, addetto alle vendite e servizi personali, confermando l’importanza del settore commerciale, mentre è pari al 5,3% l’incidenza di Dirigenti e professionisti nel campo intellettuale e tecnico.

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La comunità pakistana, nona per numero di presenze in Italia tra i cittadini di Paesi non comunitari, risulta quinta per numero di titolari di imprese individuali, confermando un forte protagonismo in ambito imprenditoriale. Sono infatti 20.062 i titolari di imprese individuali di origine pakistana al 31 dicembre 2021, ovvero il 5% circa degli imprenditori non comunitari in Italia, un numero in crescita rispetto al 2020 (+5,1%). In riferimento ai settori di attività economica, nel mondo imprenditoriale si conferma la rilevanza, per la comunità, del settore commerciale che, con una quota del 52% circa, risulta nettamente prevalente. Secondo settore di investimento per le imprese pakistane è l’Edilizia (13% circa), sebbene con un’incidenza percentuale inferiore a quella rilevata sul complesso delle imprese di cittadini non comunitari (22,4%), per i quali risulta comunque seconda; infine, al terzo posto, troviamo i Servizi alle imprese con una quota pari al 9,4%.

Il Pakistan, con circa 700 milioni di euro, rappresenta il secondo Paese di destinazione delle rimesse dall’Italia nel 2022. Un flusso di risorse che si sono quasi triplicate fra il 2016 e il 2022.
Secondo i dati rilevati da Banca Mondiale le rimesse rappresentano una fonte di risorse rilevante per il
Pakistan. I flussi inviati dalla diaspora pakistana nel mondo rappresentano infatti il 7,7% del PIL nazionale nel 2022.

Testo da
Rapporti annuali sulle comunità migranti in Italia, curati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali-Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione con la collaborazione di ANPAL Servizi SPA,

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