Modalità e motivi della presenza Tunisina in Italia (2022)

Foto di Herbert Bieser da Pixabay

I dati sui titoli di soggiorno fotografano lo stato di stabilizzazione di una comunità sul territorio, in considerazione dell’elevata quota di lungosoggiornanti e di ingressi e permessi legati a motivi familiari.

I nuovi titoli di soggiorno rilasciati nel corso del 2021 a cittadini tunisini sono 6.729, con una crescita esponenziale rispetto all’anno precedente: +180,8%, anche maggiore di quella rilevata per il complesso dei non comunitari (+126,8%). Dopo il drastico calo registrato nel 2020 a causa delle restrizioni alla mobilità introdotte a livello globale per contrastare il diffondersi del virus SARS-COV 2, nel 2021 si assiste a una generale crescita dei nuovi permessi, anche in ragione del provvedimento di emersione del lavoro irregolare (D.L. 34 del 2020) che ha consentito la regolarizzazione di cittadini non comunitari già presenti sul territorio. I permessi di soggiorno rilasciati a cittadini tunisini nel 2021 coprono una quota pari al 2,8% del totale.

Nella netta maggioranza dei casi i cittadini tunisini entrati nel Paese nel 2021 lo hanno fatto per motivi
familiari (57% circa), con un aumento di poco più del 108% rispetto all’anno precedente. Di questi ingressi per la comunità, 2.217 erano relativi a minori, il 58% circa dei nuovi permessi per motivi familiari; relativamente ai cittadini extra UE nel loro complesso, la percentuale di minori si ferma al 55,5%.

I ricongiungimenti familiari sono un importante indicatore del grado di integrazione, perché parlano del consolidamento della presenza del richiedente sul territorio in cui è residente, considerata la necessità di dimostrare il raggiungimento di determinati standard di integrazione economica e alloggiativa (disponibilità di un alloggio idoneo e di un reddito minimo) per ottenere il nulla osta al ricongiungimento. Inoltre, l’unità familiare, che è riconosciuta come diritto fondamentale nel nostro ordinamento – contribuisce a creare una stabilità socio-culturale, che è parte integrante del nuovo percorso di stabilizzazione in un Paese straniero.

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Spicca nel confronto con l’anno precedente il marcato incremento dei nuovi titoli legati a motivi di lavoro, addirittura +1.019,4%; nel corso del 2020 solo 98 cittadini tunisini avevano fatto ingresso in Italia per motivi di lavoro, mentre nel 2021 sono stati 1.097. L’incremento dei titoli per motivi di lavoro è stato generale, per il complesso della popolazione non comunitaria l’incremento è pari, infatti, a +394,5% ed è da legare, in buona parte, al citato provvedimento di regolarizzazione.

L’analisi della tipologia dei permessi di soggiorno, conferma l’avanzato grado di stabilizzazione raggiunto dalla comunità: la quota di lungosoggiornanti al suo interno al 1° gennaio 2022 è, infatti, pari al 74% circa, una percentuale superiore a quella rilevata sul complesso dei non comunitari di oltre 8 punti percentuali. In linea con quanto rilevato complessivamente per la popolazione non comunitaria, per la quale i lungosoggiornanti sono aumentati del 7,8% rispetto al 2020, anche nella comunità tunisina si registra una crescita, seppur leggermente più contenuta (+6,3%).

Ad ulteriore conferma del livello del buon consolidamento della presenza tunisina sul territorio, i motivi familiari rappresentano la principale motivazione di soggiorno in Italia (58%), con un’incidenza superiore di oltre 15 punti percentuali rispetto a quella registrata sul complesso dei cittadini non comunitari (per i quali sono comunque la motivazione prevalente). La collettività tunisina è, tra le principali non comunitarie, la quarta per quota di titoli a scadenza legati a motivi familiari. Nel 46% circa dei casi i soggiornanti per motivi familiari sono minori.

Il lavoro rappresenta la seconda motivazione di soggiorno con un’incidenza pari al 31% circa sui titoli soggetti a scadenza, con una crescita del 34,5% rispetto all’anno precedente.
Dalla breve analisi delle principali caratteristiche demografiche della comunità emerge chiaramente come il consolidarsi della stabilizzazione delle presenze e l’arrivo dei familiari abbiano contribuito – nel caso specifico della comunità tunisina – a delineare il profilo di una collettività che, pur caratterizzata dagli arrivi di molti giovani soli, vede i nuclei familiari aumentare e radicarsi.

Testo da
Rapporti annuali sulle comunità migranti in Italia, curati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali-Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione con la collaborazione di ANPAL Servizi SPA,

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