I tipi di lavoro forzato (2024)

Foto di Sasin Tipchai da Pixabay

Il lavoro forzato, come stabilito nella Convenzione dell’ILO sul lavoro forzato del 1930 (n. 29), si riferisce a “tutto il lavoro o il servizio che viene richiesto a qualsiasi persona sotto la minaccia di qualsiasi pena e per il quale detta persona non si è offerta volontariamente”. Il lavoro forzato non dipende dal tipo o dal settore di lavoro, ma solo dal fatto che il lavoro sia stato imposto a una persona
contro la sua volontà attraverso l’uso della coercizione.
Il lavoro forzato è definito, ai fini della misurazione, come un lavoro che viene svolto sia sotto la
minaccia di qualsiasi sanzione che è involontario. La minaccia di qualsiasi sanzione si riferisce ai mezzi di coercizione utilizzati per imporre il lavoro a qualcuno contro la sua volontà.
I lavoratori possono essere direttamente sottoposti a coercizione, o sottoposti a minacce verbali relative a specifici elementi di coercizione, o possono essere testimoni di coercizione imposta ad altri colleghi in relazione al lavoro involontario. La coercizione può avvenire durante il processo di assunzione del lavoratore per costringerlo ad accettare il lavoro o, una volta che la persona sta lavorando, per costringerlo a svolgere mansioni che non facevano parte di quanto concordato al momento dell’assunzione o per impedirgli di lasciare il lavoro.

Per lavoro involontario si intende qualsiasi lavoro svolto senza il consenso libero e informato del lavoratore. Affinché il lavoro possa essere considerato statisticamente come lavoro forzato, deve esistere sia la mancanza di consenso libero e informato che la coercizione.
Il lavoro forzato dei bambini è definito, ai fini della misurazione, come il lavoro svolto da un bambino durante un determinato periodo di riferimento che rientra in una delle seguenti categorie: i) lavoro svolto per conto di terzi, sotto la minaccia o la minaccia di qualsiasi sanzione applicata da terzi (diversi dai genitori del minore), direttamente al minore o ai suoi genitori; o (ii) lavoro svolto con o per i genitori del bambino, sotto la minaccia o la minaccia di qualsiasi sanzione applicata da terzi
(diversi dai genitori del bambino) direttamente al bambino o ai genitori del bambino; o (iii) lavoro svolto con o per i genitori del minore quando uno o entrambi i genitori si trovano essi stessi in una situazione di lavoro forzato; o (iv) lavoro svolto in una delle seguenti peggiori forme di lavoro minorile: (a) tutte le forme di schiavitù o pratiche simili alla schiavitù, come la vendita e il traffico di bambini, la servitù per debiti e la servitù della gleba, [nonché il lavoro forzato o obbligatorio], compreso il reclutamento forzato o obbligatorio di bambini da utilizzare nei conflitti armati; (b) l’uso, il procacciamento o l’offerta di un minore per la prostituzione, per la produzione di materiale pornografico o per spettacoli pornografici; c) l’uso, l’acquisizione o l’offerta di un minore per attività illecite, in particolare per la produzione e il traffico di stupefacenti, quali definiti nei pertinenti trattati internazionali.

Tipologia di lavoro forzato

La tipologia sopra illustrata, che è stata sviluppata per le stime globali del lavoro forzato, si basa su
tre categorie principali di lavoro forzato definite come segue: il lavoro forzato imposto privatamente si riferisce al lavoro forzato nell’economia privata imposto da privati, gruppi o aziende in qualsiasi ramo dell’attività economica. Può includere attività come l’accattonaggio di terzi che vanno al di là dell’ambito della produzione di beni e servizi contemplati nel limite generale di produzione del Sistema dei conti nazionali. Ai fini delle stime globali, il lavoro forzato imposto da privati è suddiviso in due sottotipi:
▪ Lo sfruttamento del lavoro forzato si riferisce al lavoro forzato nell’economia privata imposto da privati, gruppi o aziende in qualsiasi ramo dell’attività economica, ad eccezione dello sfruttamento sessuale commerciale.
▪ Lo sfruttamento sessuale commerciale forzato si riferisce al lavoro forzato imposto da agenti privati per lo sfruttamento sessuale commerciale e a tutte le forme di sfruttamento sessuale commerciale dei bambini, compreso l’uso, l’approvvigionamento o l’offerta di bambini per la produzione di materiale pedopornografico.
Il lavoro forzato imposto dallo Stato si riferisce al lavoro forzato imposto dalle autorità statali, indipendentemente dal ramo di attività economica in cui si svolge. Comprende il lavoro richiesto dallo Stato come mezzo di coercizione politica o di istruzione o come punizione per l’espressione di
opinioni politiche; come punizione per la partecipazione agli scioperi; come metodo di mobilitazione
del lavoro ai fini dello sviluppo economico; come strumento di disciplina del lavoro; e come mezzo di discriminazione razziale, sociale, nazionale o religiosa. Pur riconoscendo agli Stati il potere di imporre
ai cittadini il lavoro obbligatorio, la portata di queste prerogative è limitata a circostanze specifiche, ad
esempio il servizio militare obbligatorio per un lavoro di carattere puramente militare; i normali obblighi civici dei cittadini di un paese pienamente autonomo e i servizi comunali minori assimilati; lavoro o servizio sotto la supervisione e il controllo delle autorità pubbliche a seguito di una condanna in tribunale; lavoro o servizio in casi di emergenza come guerra, incendio, inondazione, carestia, terremoto, ecc.

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from “Global Estimates of Modern Slavery
Forced Labour and Forced Marriage”
© International Labour Organization (ILO), Walk Free, and International
Organization for Migration (IOM) 2022

This translation was not created by the ILO, Walk Free or
IOM and should not be considered an official ILO, Walk Free or IOM translation. The ILO, Walk
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