I tribunali decideranno della vita dei disabili?

Foto di J carter: Pexels

“Oggi mentre attaccavo la pappa (la piccolina di casa si nutre ed idrata attraverso la via artificiale perché non è capace a deglutire) ascoltavo la notizia del pronunciamento della Corte Costituzionale, e senza entrare nel dettaglio di ciò che è stato sentenziato, pensavo alla mia piccola, a quando un giudice, un genitore, un medico, un tutore deciderà che la sua vita non vale abbastanza e le toglierà, come fu ad esempio per Eluana Englaro, cibo e acqua per farla morire così.

La strada è ormai tracciata e questa sentenza è solo un altro passo in questa direzione. Guardavo l’angioletto di casa e mi è proprio venuta in mente Sparta… i piccoli nati gracili, malati, deformi erano buttati giù dalla rupe (come cantava anche Battiato) noi, uomini malati di onnipotenza facciamo già la selezione della razza prima che nascano, e li uccidiamo, li buttiamo via… uguale a Sparta. Ora tocca ai disabili, ai “vegetali” e poi verranno gli anziani, i dementi, quelli che non riescono a tenersi puliti… perché no? Se la vita è, ormai, un criterio soggettivo e non più oggettivo, vale tutto. E varrà sempre di più tutto. Ma siamo sicuri che sarà un mondo migliore? Io so per certo che non sarà così.

Già nel secolo scorso qualcuno lavorò per la selezione della razza… non aveva tecniche prenatali e alimentazione artificiale… la risolse con campi di concentramento, docce gassate e forni crematori. Noi siamo solo più moderni, ma stiamo facendo la stessa cosa e abbiamo preso quella china… solo più soft, parlando di “diritti” (diritti?) e a norma di legge. Fermate il mondo, voglio scendere con la mia piccola prima che sia troppo tardi…”
Luca Pavan, è un papà affidatario da oltre 20 anni, come famiglia accogliente della Comunità Papa Giovanni XXIII. Il testo sopra è preso da Facebook a seguito della notizia del pronunciamento della Corte Costituzionale che apre al suicidio assistito.

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