Papa Leone XIV: amare i migranti e garantire il diritto a non dover emigrare

Il recente viaggio di Papa Leone XIV a Lampedusa ripercorre le orme di Papa Francesco nel ricordare ai cristiani che di fronte a un migrante o un povero ci si deve comportare come il Buon Samaritano che accoglie ed ama.

Papa Leone XIV ha invitato ad offrire ai migranti aiuti materiali, amicizia, vicinanza ma anche il dono della fede: “Una Chiesa che accoglie è anche una Chiesa che annuncia, offrendo Cristo senza imporlo e che, allo stesso tempo, riceve il Vangelo dalle mani dei poveri.”

Come i suoi predecessori ha ricordato anche che va garantito il diritto a non dover emigrare, lottando contro le ingiustizie e contro i trafficanti di esseri umani.


San Giovanni Paolo II – Congresso Mondiale promosso dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti – 9 ottobre 1998: «Mi pare opportuno ribadire, in questo contesto, che diritto primario dell’uomo è di vivere nella propria patria. Questo diritto tuttavia diventa effettivo solo se si tengono costantemente sotto controllo i fattori che spingono all’emigrazione. Essi sono, tra gli altri, i conflitti interni, le guerre, il sistema di governo, l’iniqua distribuzione delle risorse economiche, la politica agricola incoerente, l’industrializzazione irrazionale, la corruzione dilagante.»

Papa Benedetto XVI – Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2013: «Nel contesto socio-politico attuale, però, prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra.»

Papa Francesco – Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato – 5 agosto 2013: «Creare migliori condizioni economiche e sociali in patria, di modo che l’emigrazione non sia l’unica opzione per chi cerca pace, giustizia, sicurezza e pieno rispetto della dignità umana.»

Papa Francesco – Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato – 11 maggio 2023: «A tutti va assicurato un diritto non ancora codificato, ma di fondamentale importanza: il diritto a non emigrare, ossia la possibilità di vivere in pace e con dignità nella propria terra.»

Papa Leone XIV – Magnifica humanitas, n. 81: «Da qui nasce una duplice esigenza di giustizia sociale: offrire vie sicure e legali, un’accoglienza rispettosa e reali possibilità di integrazione; e promuovere, al tempo stesso, il diritto di rimanere nella propria terra, operando affinché nessuno debba abbandonare la propria casa per mancanza di pace, di sicurezza o di condizioni di vita dignitose, per le disuguaglianze economiche e gli effetti della crisi climatica (cfr. Magnifica humanitas, 81).»

Papa Leone XIV – Incontro con le realtà di accoglienza dei migranti al Porto di Arguineguín (Gran Canaria) – 11 giugno 2026: «Se esiste il diritto di cercare rifugio quando la vita è minacciata, esiste anche il diritto di non dover migrare: il diritto di rimanere nella propria casa senza fame, senza guerra, senza persecuzioni, senza violenza, senza che la terra diventi inabitabile, senza che la corruzione rubi il pane ai poveri, senza che le armi distruggano il futuro dei bambini.»

Papa Leone XIV – Visita a Lampedusa – 4 luglio 2026: «I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate. Il disinteresse per il bene comune e la corruzione nei luoghi di provenienza, un sistema economico mondiale che genera povertà ed esclusione, la paura che alimenta pregiudizi e disprezzo, l’idea che tali problemi non ci riguardano, i calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui, il lento e difficile passaggio da una mera gestione delle emergenze all’elaborazione di politiche organiche e condivise: tutto questo riproduce oggi, del racconto evangelico, la fretta di «passare oltre» (cfr. vv. 31-32).»

La migrazione spesso è un’illusione alimentata da aspettative irrealistiche: chi parte da Paesi poveri senza una preparazione spendibile nelle complesse economie occidentali, senza esperienza o istruzione adeguata, rischia di ritrovarsi in condizioni di povertà persino maggiori anche nel Paese di destinazione, con il peso aggiuntivo di una cultura diversa e della solitudine.

Per l’Unione Europea nel complesso, il dato più recente mostra che nel 2024 il 43,8% dei cittadini extra-UE residenti nell’UE era a rischio di povertà o esclusione sociale, contro il 18,5% dei cittadini nazionali.
Gran parte dei migranti finiscono ai margini della società, tra precarietà e sfruttamento, invece di trovare il riscatto sperato. Meglio non partire ed usare le proprio risorse economiche ed umane per migliorare il proprio paese.

Paolo Botti

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