Luoghi comuni sul velo islamico

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Il velo fa discutere, divide gli animi, suscita interrogativi. Molte opinioni e discorsi appaiono ispirati più da motivi ideologici, politici o pseudo-religiosi.
Ecco alcuni luoghi comuni dell’islamically correct smontati per bene:

Luogo comune N.1: Il velo, si dice, e’ nei precetti della religione e della cultura del mondo musulmano.
Ma non c’è un solo testo religioso che faccia del velo un pilastro dell’islam.
L’imposizione del velo obbedisce ad una visione gerarchica e patriarcale della società islamica, che ruota intorno alla figura dell’uomo padre e padrone. Quando questa visione è politicamente dominante le donne lo indossano ma se ne liberano non appena il dominio si indebolisce o si allenta.
In molti paesi musulmani l’uso del velo comincia ad essere scoraggiato e messo in discussione.
Luogo comune N.2: Il divieto di velo/burqa viola il diritto alla libertà d’espressione della loro identità e il diritto alla libertà di religione
Abbiamo già spiegato che non vi è obbligo di portarlo e quindi non vi è lesione se non lo si puo’ portare a causa di leggi restrittive.
Inoltre non vi puo’ essere un diritto di espressione che comporti l’emarginazione sociale e l’auto ghettizzazione come accade alle donne che portano il burqa diventando anonime e sconnesse al mondo circostante.
Luogo comune N.3: Il velo, si sostiene, è un simbolo del pudore e della modestia delle donne musulmane.
In realtà è un messaggio politico e di potere, specie in occidente.
Esprime, anche pubblicamente, la sottomissione della donna alle tradizioni e alla sharia e in breve tempo le norme si ampliano a lapidazione per adulterio, al non uscire di casa senza il permesso del marito, accettare maltrattamenti e violenze se si trucca o frequenta un non musulmano, etc.
Luogo comune N.4: Le immigrate, si dice ancora, portano il velo per una libera scelta.
Nella stragrande maggioranza dei casi, esse arrivano in Europa senza il velo. Sono costrette a indossarlo per ordine di mariti, padri e fratelli istigati e appoggiati dai predicatori di alcune moschee. Anche perché non è solo un’insegna di potere, è uno strumento di controllo. Ha il compito di isolare le donne delle comunità, impedire che entrino in relazione con la società, tenere lontano «l’altro», il nemico, il rivale, l’infedele. Il velo dice alle donne: restate chiuse nelle vostre case e siate ciò che dovete essere, fabbriche di figli, senza volontà e senza diritti. Se parlate con le immigrate comuni, le immigrate della porta accanto, è questo che vi diranno.
Luogo comune N.5: . Proibire l’uso del velo nelle scuole e nei luoghi di lavoro è un atto di prepotenza che incoraggia lo scontro di civiltà.
In realtà, dove sono state approvate leggi contro il velo dopo le proteste iniziali, la stragrande maggioranza delle donne delle comunità si sono apertamente schierate a favore. Il problema è culturale ed è molto più utile e realistico difendere il diritto delle donne a non indossarlo.
Luogo comune N.6: Con le leggi contro il velo aumenta la violenza sulle donne
Non si capisce dove abbiano avuto origine questa giustificazione. Come se il divieto di velo rinchiuda in casa le donne. Anzi sarebbe una ragione in piu’ per vietarlo perchè se un uomo chiude una donna in casa vuol dire che essa è sottomessa e il divieto costringe molti uomini a permettere alla donna di uscire per i figli, per la spesa e le incombenze familiari che da solo non compie.
Luogo comune N.7: Con il divieto di velo integrale non aumenta la sicurezza
E’ una giustificazione fuori dalla realtà, anche usare il casco nei supermercati o camminando su un marciapiede è vietato. Se proprio serve un eccezione potrebbe essere per le moschee ma l’uso del Burqa e Niqab è vietato perfino alla Mecca, il luogo sacro dell’islam.
Luogo comune N.8: Il divieto per aiutare chi è costretto a portarlo lede il diritto di chi vorrebbe portarlo liberamente.
Il bene comune talvolta lede piccole libertà individuali, meglio aiutare le donne fragili a cui verrebbe imposto il burqa e portare questa piccola limitazione alle donne che sono libere di scegliere quel che vogliono indossare.

Dobbiamo aiutare e incoraggiare le donne musulmane a stare non mondo alla pari, senza barriere e simboli di separazione.

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