
Bakanja è nato fra il 1885 e il 1890 a Bokendela-Bekalaka. Non si conosce esattamente la data della sua nascita. Suo padre si chiamava Yonzwa, e sua madre Inyuka. Secondo il p. Dewitte, il nonno di Bakanja si chiamava Efoloko-Bokankambo, e la nonna Bekombe. Bakanja aveva due fratelli e una sorella. I fratelli sono morti verso il 1913-1914. La sorella viveva ancora quando il p. Dewitte faceva l’inchiesta su Bakanja, ma non ha avuto l’opportunità di incontrarla. Si chiamava Nsombola e si era sposata ad un certo Boeke.
Quando Bakanja diventò abbastanza grande, andò a Conquilhatville (attualmente Mbandaka) per lavorare. Faceva il muratore come aiutante.
Vicino a Coquilhattville c’erano i missionari trappisti.
E’ in questo periodo che Bakanja segue la catechesi e riceve il battesimo il 6 maggio 1906, la cresima il 25 novembre 1906 e la prima comunione l’8 agosto 1907.
Della sua vita a Coquilhattville, dicono che era un uomo dolce, pacifico, un buonissimo cristiano. Pregava molto, era gentile con tutti, sia coi bianchi sia coi neri.
Finito il suo contratto a Coquilhatville, Bakanja ritornò al suo villaggio dove non rimase a lungo perché non c’erano cristiani e non c’era lavoro. Andò a Busira da un suo cugino che lavorava alla S.A.B. Qui trovò un posto, come lavoratore domestico, detto “boy” del signor Reynders che tutti chiamavano Lomane.
Quando Lomane dovette andare alla cittadina di Ikili, come vice direttore dell’agenzia commerciale, Bakanja ando’ con lui.
Il direttore dell’agenzia era il signore Van Cauter. Andando con Reynders, lungo la strada, Bakanja incontrò un altro “boy” di un bianco che gli disse: «Non andare con questo bianco, Reynders, è pericoloso! perché ai bianchi che sono da quelle parti non piace la gente che viene da qui… E poi per te che sei cristiano, è molto pericoloso: a questi bianchi non piacciono i cristiani…» Ma Bakanja continuò lo stesso, e partì con Reynders Lomane…
Il giorno del suo battesimo, Bakanja aveva ricevuto due segni: lo scapolare che portava l’immagine della Madonna ed il rosario. Questi erano i segni dello spirito di testimonianza e della fedeltà alla preghiera per un cristiano, secondo la spiritualità dei trappisti.
Infatti, è scritto in un libro di formazione cristiana di quella epoca: «Come riconosci che qualcuno è cristiano? – Quando ha lo scapolare della Madonna e il rosario al collo. Questo è cristiano e deve mostrare la sua fede agli altri. Cari amici, dobbiamo sempre avere con noi lo scapolare e il rosario. Dio è nostro Padre, la Madonna è nostra madre ed ha sempre dimostrato che protegge i suoi figli…».
Così Bakanja, uomo di preghiera e di grande fede, mai si separerà dai segni della sua fede: è morto con il suo rosario in mano, il 15 agosto 1909 a Busira.
In quel momento non aveva più il suo scapolare: Van Cauter glielo aveva tolto per forza e gettato al cane! Tutta l’avventura del suo martirio si basa su questa vicenda dello scapolare.
La sua festa liturgica è il 15 agosto.
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