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Bakanja il cammino da ferito

foto rielaborata

Ma ecco i particolari dell’orribile supplizio.
Per battere Bakanja, Longange chiamò Bongele e gli ordinò di usare la frusta con i due chiodi.
Longange tolse lo scapolare, lo gettò, poi ordinò a Bongele di picchiare, mentre Ise Boya e Bolonge dovevano tenere Bakanja a terra. Dicono che Longange tenesse il suo fucile puntato perché i flagellatori resistevano.
Bakanja era pieno di ferite e di sangue sulle natiche, le cosce e al dorso…, anche i suoi vestiti erano pieni di sangue… Dicono che Bakanja urlava e gridava. A causa di queste ferite, non potrà più stare in piedi né camminare bene.
Più tardi il motivo della condanna di Van Cauter sarà: «perché Bakanja è diventato incapace di lavorare…».

Subito dopo, Bakanja fu incatenato e segregato senza assistenza. Poi qualche giorno dopo fu liberato.
Infatti, Longange non voleva che l’ispettore Grillet sapesse cosa era capitato.
Chiese a Reyners di partire con Bakanja. Longange disse a Bakanja: “Va con il tuo bianco”.
Bakanja rispose: “Come partire? non posso camminare». E Longange ordinò: «Devi partire».
Così Bakanja cercò di partire, di seguire Lomane. Ma con molta difficoltà perché non poteva stare dritto ed era molto dolorante.
Partì, seguendo la strada di Isoko, poi attraversò la piantagione fino alla strada di Iyele dove si fermò, nascondendosi dietro gli alberi in una foresta.

La sera di quel giorno, Longange sentì che Bakanja non era arrivato, si arrabbiò moltissimo e mandò le sentinelle a cercarlo «per ucciderlo». Lokwa lo vide e, segretamente, chiese al cuoco Mputu di dargli da mangiare e qualche vestito per il freddo. Qualche giorno dopo, l’ispettore arrivò. Non più Grillet che si aspettava, ma Dòrpinghaus.
Questa fu la fortuna di Bakanja.
Dòrpinghaus era un uomo giusto. Mentre Grillet era un amico di Longange, anzi dirà un giorno: «il bianco non ha mai picchiato Bakanja…». bugie…».

Longange mandò Iyongo alla agenzia a far preparare da mangiare per l’ispettore. Per via Iyongo vide Bakanja nascosto, e fu molto sorpreso. Anche Moy?a Mputsu aveva visto Bakanja e gli promise di farlo vedere all’ispettore. Ma Bakanja rispose: «Io sono vicino alla morte, non mi sento bene; non sento niente di buono nel mio corpo…». E Mputsu gli rispose: «Non temere, io lavoro con Lomane, non ti farò nessun male; gli parlerò di te!».

Partendo da Longange, l’ispettore era accompagnato da Lokwa che portava una capra per l’ispettore.

Sulla strada l’ispettore incontrò Bakanja e ordinò a Lokwa di chiamare Longange.

Longange, molto arrabbiato, ordinò a Iseboya che tornava dalla caccia: «Va ad uccidere Bakanja se non vuole venire qui!» Ma l’ispettore impedì a Iseboya di fare qualsiasi cosa.

Quando arrivò, Longange cercò di dare un colpo sul volto di Bakanja ma Potama (l’ispettore) gli impedì di continuare…

L’ispettore decise di prendere Bakanja con sé per curarlo. Poi, il 9 di febbraio, lo lasciò a Ngomb’ Isongu.

La Flagellazione di Bakanja

La morte di Bakanja