L’Associazione Amici di Lazzaro
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esprime apprezzamento per l’approccio adottato dal Comune di Vicenza nel contrasto allo sfruttamento della prostituzione, con particolare attenzione alla responsabilizzazione della domanda maschile attraverso i controlli e le sanzioni rivolte ai clienti.
Da decenni, come associazione, siamo impegnati al fianco delle donne vittime di sfruttamento sessuale e delle diverse forme di prostituzione. Molte di loro riusciamo ad aiutarle a uscire dai circuiti dello sfruttamento; altre le sosteniamo nel liberarsi da una condizione di prostituzione in cui finiscono non per libera scelta, ma perché intrappolate da povertà, ricatti, fragilità sociali, dipendenze e violenze.
Per questo riteniamo importante riconoscere che il fenomeno della prostituzione esiste perché esiste una domanda che alimenta tale mercato, sfruttamento e tratta.
La domanda dei clienti è la vera fonte della prostituzione e dei molti danni sociali che essa comporta.
L’esperienza avviata a Vicenza, con l’intensificazione dei controlli e la modifica del Regolamento di polizia urbana che consente di intervenire anche nei veicoli, rappresenta un segnale culturale e concreto nella direzione del modello abolizionista: colpire chi alimenta il sistema dello sfruttamento, senza criminalizzare le donne, che spesso sono le prime vittime.
Accogliamo inoltre con favore le parole del sindaco Giacomo Possamai, che ha ricordato come il vero reato sia lo sfruttamento della prostituzione e come sia necessario agire soprattutto sulla domanda. È un cambio di prospettiva importante, che mette al centro la dignità della persona e la tutela delle donne più vulnerabili.
Auspichiamo che esperienze come quella di Vicenza possano diffondersi anche in altre città italiane, accompagnate da percorsi concreti di uscita dalla prostituzione, sostegno sociale, accoglienza e reinserimento lavorativo per le donne coinvolte, insieme a una reale dissuasione dei clienti attraverso sanzioni e una sensibilizzazione diffusa sul fatto che la prostituzione è lo sfruttamento più vecchio del mondo.
Confidiamo inoltre che le amministrazioni individuino strumenti efficaci per sanzionare anche i clienti della prostituzione al chiuso e di quella online, così come già avviene in molti Paesi del Nord Europa.
La prostituzione non è un lavoro. Non è un’attività come le altre: è una ferita alla dignità umana e una realtà ormai obsoleta che una società più giusta e consapevole deve impegnarsi a superare.
Paolo Botti
a nome dell’Associazione Amici di Lazzaro ODV



