Caratteristiche sociodemografiche della comunità Peruviana in Italia (2022)

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I primi flussi migratori della popolazione peruviana verso i Paesi europei (Spagna, Italia, Germania e Olanda) si registrano già a partire dagli anni ’60 del Novecento. L’emigrazione peruviana, inizialmente prevalentemente maschile, dalla seconda metà degli anni Ottanta ha visto invertire la tendenza, con le donne come maggiori protagoniste nel fenomeno migratorio.

A spingere i cittadini peruviani ad emigrare furono inizialmente i periodi prolungati di stagnazione e recessione economica che colpirono soprattutto gli strati medio e medio-bassi della società, da cui proveniva la maggior parte dei migranti peruviani. Ai problemi di carattere economico si aggiunsero, a partire dagli anni Ottanta, vent’anni di conflitti sociali e politici all’interno del Paese, che portarono molti cittadini ad abbandonare le zone rurali per stabilirsi nei centri urbani o lasciare il Paese.

Nel primo decennio degli anni Duemila, i flussi migratori dal Paese sudamericano hanno continuato a crescere velocemente, per poi registrare una battuta d’arresto a partire dal 2011, quando il raggiungimento di una certa stabilità macroeconomica e una crescita produttiva hanno portato molti peruviani emigrati a tornare nel loro Paese d’origine.

In termini sociodemografici la comunità peruviana è quindicesima per numero di presenze tra le collettività non comunitarie, con 90.264 regolarmente soggiornanti al 1° gennaio 2022 (il 2,5% della popolazione extra UE in Italia). La comunità fa rilevare una crescita del 6,2% rispetto al 1° gennaio 2021, a fronte del +5,6% rilevato sul complesso dei cittadini non comunitari.

In riferimento alla composizione per fasce di età, si registra una forte concentrazione nelle fasce di età più mature: più della metà della collettività latino-americana (il 51,8%) ha appunto più di 40 anni, a fronte del 42% circa registrato tra i cittadini non comunitari complessivamente considerati. Rilevanti, in particolar modo, le classi d’età 45-49 anni e over 60, in cui ricadono rispettivamente l’11,4% e il 12% dei peruviani in Italia, dato che può essere letto come un segnale di stabilizzazione sul territorio della comunità, non trattandosi infatti di protagonisti di migrazioni recenti (generalmente giovani), quanto piuttosto di persone giunte coi primi movimenti migratori, o che si sono ricongiunte ai propri familiari. Elevata, seppur inferiore alla media non comunitaria, la presenza di minori, che rappresentano comunque la classe di età prevalente nella comunità: il 18,2%, a fronte del 21% circa per la popolazione non comunitaria nel suo complesso. La comunità risulta quart’ultima, tra le principali non comunitarie, per quota di minori.

La comunità peruviana ha di conseguenza un’età media più alta (38,5 anni) rispetto al totale dei non comunitari ed è caratterizzata da uno squilibrio di genere a favore della componente femminile (il 58,4% della comunità è rappresentato da donne).

Testo da
Rapporti annuali sulle comunità migranti in Italia, curati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali-Direzione Generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione con la collaborazione di ANPAL Servizi SPA,

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