Assistente sessuale o prostituzione diversamente chiamata?

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Image by Gerd Altmann from Pixabay

Non è semplice parlare della sessualità dei disabili.
E’ certamente una pulsione esistente, ma non si tratta di qualcosa che necessariamente deve essere soddisfatta.

Chi propone l’assistente sessuale afferma quasi a giustificarsi che “Non si tratta di prostituzione.”
L’assistente sessuale in realtà avvicina una persona che non riuscirebbe per le sue limitazioni fisiche.

Ma in questo non vi sarebbe differenza tra il suo caso e la difficoltà di un vedono, di una persona sola, di un single che hanno limitazioni psicologiche o fisiche a trovare un partner.

L’assistente sessuale compie in qualche modo una sorta di prostituzione, perchè compie atti sessuali con una persona. Magari si è fatta un “corso” per avvicinarsi alla disabilità, ma non è una terapista o un operatore socio assistenziale.

Potremmo dire che è una operatrice del sesso nel mondo della disabilità.

Ognuno puo’ porsi la domanda se non sia prostituzione mirata alla disabilità?

Alla fine vende atti sessuali, e in qualche caso anche il suo stesso corpo, perchè ad esempio in Svizzera puntano proprio ad arrivare ai rapporti completi.

Ma la sessualità non è un diritto, è un atto che non puo’ essere mercificato e regolamentato.
Se fosse un diritto, chiunque ne dovrebbe poter accedere.
Che facciamo li inseriamo pure nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza garantiti dal Sistema Sanitario Nazionale)?
No. La prostituzione è una forma di mercificazione del corpo femminile che non puo’ essere nascosta dietro la scusa della necessità di qualcuno.
Inoltre c’è il rischio giuridico per cui se garantisci la prostituzione per una categoria svantaggiata, devi poi garantirla alle altre categorie e in ultima istanza a tutti.
Non si puo’ discriminare…
E’ la finestra di Overton attuata al campo della prostituzione.


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Come associazione Amici di Lazzaro, aggiungiamo che non è vero che l’assistente sessuale non arriva a compiere atti sessuali a pagamento, basti vedere quello che affermano alcuni cosiddetti “assistenti” svizzeri:

“Il prossimo sarà ad ottobre e si cercherà di formare operatori in grado di offrire rapporti sessuali completi. “
http://www.tio.ch/News/316428/Noi-assistenti-sessuali-di-portatori-di-handicap/

Si tratta di prostituzione che anche se offerta a disabili non è comunque accettabile.
Il desiderio di una persona in difficoltà non rende infatti lecite pratiche immorali o ingiuste.
Ci sono milioni di persone che vivono castamente la propria vita senza averne alcun danno, quel che importa è dare ad ogni persona affetto, amicizia, amore, relazioni umane, accoglienza e far loro sentire la loro dignità e valore al di là di quel che possono fare nella vita.
I disabili valgono in quanto persone uniche e irripetibili. Questa è la vera assistenza da dare loro.

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