I clienti della prostituzione. Una analisi

Foto di Engin Akyurt da Pixabay

Italiano, integrato e con posizione sociale non marginale e di tutte le età: tra chi chiede sesso a pagamento ci sono ”consumatori”, ”insicuri”, ”romantici” e chi preferisce il ”tour” in compagnia di amici, alcol e droga

Italiani di alto livello sociale, di tutte le età: tra coloro che cercano prestazioni sessuali a pagamento ci sono i “consumatori”, gli “insicuri”, i “romantici”, i “gitanti” con gli amici e coloro che preferiscono alcol e droghe. Gli uomini che cercano servizi sessuali a pagamento non cercano solo il sesso fine a se stesso. Secondo le prostitute intervistate in un’indagine condotta dalla Caritas nelle diocesi di Concordia Pordenone, Udine e Vittorio Veneto, ci sono infatti molte altre motivazioni che si completano a vicenda, spesso derivanti dalla frustrazione, dalla ricerca di maggiore sicurezza, dal desiderio di controllare le persone o dal vivere un’esperienza aggressiva determinata dal desiderio. Questo è un quadro triste e desolante del mondo dei clienti delle prostitute. Se il cliente è sposato, spesso non considera le sue azioni come un atto di infedeltà. D’altra parte, sempre più giovani si prostituiscono in realtà per imitare gli altri (come nel caso delle sigarette e delle droghe) e sono attratti dall’idea della violazione insita nei rapporti che pagano. Definire un tipo di cliente non è facile. Infatti, essi coprono tutti i ceti sociali e tutte le fasce d’età. Molti di loro sono italiani, persone comuni che vivono integrate nella società e non hanno uno status sociale elevato.

Ecco una calssificazione di base, pensata dalla Caritas:

“Esperienze di gruppo”: in questa categoria compare il caso di chi, durante una serata in compagnia di amici, alcol e droga, finisce con l’organizzare un “tour” di 2-3 ore che non necessariamente si conclude con un rapporto.

Il “rapporto funzionale” è invece legato a una necessità fisico-biologica: “La prostituta – si spiega nell’analisi – diventa l’esperta che ha una funzione terapeutica, aiutando le persone in difficoltà sul piano sessuale, consolidando il dominio maschile senza mettere in discussione le istituzioni familiari”.

Il “piacere egoistico” si ha nel momento in cui l’uomo può soddisfare il proprio piacere: “È una sorta di rivalsa rispetto a un mondo femminile ritenuto sempre più esigente, in quanto il rapporto vissuto all’interno della coppia è visto come vincolante”.

I “clienti consumatori” vedono le donne solo come merce da vendere e si eccitano alla prospettiva di trovare ragazze giovani e belle. Gli “sperimentatori” insistono nel cercare ciò che non riescono a ottenere dalle loro mogli o partner e cercano un maggiore piacere dalle relazioni che non possono ottenere altrove. Ci sono poi gli “insicuri” che vogliono essere sicuri di non essere rifiutati e gli “insensibili” che raccontano negativamente le loro esperienze come un passo obbligatorio per soddisfare la loro curiosità o per fare quello che fanno gli altri. Lo vedono come un passo obbligatorio per soddisfare la loro curiosità o per fare quello che fanno gli altri. Emergeranno persone con eccitazione eccessiva, desensibilizzate a tutto e alla ricerca di qualsiasi esperienza alimentata dalla curiosità o dalla noia”. Le ultime due categorie sono in calo rispetto agli anni precedenti. Si tratta del “romantico”, che investe anche a livello relazionale, cerca di superare e conquistare la prostituta e ha un atteggiamento salvifico, e del “fedele”, che ha un rapporto ricorrente e normale, cerca anche il dialogo e si informa sulla vita della prostituta.

Dalla ricerca della Caritas di Pordenone

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