Tutti connessi: serve un interruttore (davvero)

Serve tornare all’imbattibile interruttorino che schiacci e sei senza rete e nessuno puo’ entrare nello smartphone, nella smart-tv, nel sistema dell’auto, nell’orologio fit, nella lavatrice wifi.

Siamo circondati da elettrodomestici e macchinari che sono connessi o connettibili alla rete internet.
I telefoni, gli orologi, i pc, i tablet, perfino talvolta frighi, telecamere, lavatrici, auto, hanno chip e porte wifi. Tutto lascia tracce, che si voglia o meno. Ovviamente questo apre interrogativi sulla libertà di espressione, di parola, di spostamento. Sulla libertà in generale.

Tutto è ulteriormente complicato e pericolosamente ampliato dall0Intelligenza Artificiale che ha sempre maggiori applicazioni ed è davvero una potenza per alcune attività e lavori e puo’ aiutar la società ma pone ulteriori problemi di sicurezza e privacy. Ma servono regole e paletti che ad oggi non esistono.
Servono precauzioni sulle reti di difesa, sulle informazioni sensibili, ma anche sulla tracciatura onnipresente che ogni persona subisce.
Servono interruttori fisici del wireless.
Ogni dispositivo deve poter essere protetto e disconnesso totalmente dalla rete. Non basta un software che si puo’ hackerare.
Serve tornare all’imbattibile interruttorino che schiacci e sei senza rete e nessuno puo’ entrare nello smartphone, nella smart-tv, nel sistema dell’auto, nell’orologio fit, nella lavatrice wifi.

Le cinque S di Padre Geppo

Rapporto di ricerca sulla tratta di persone e il grave sfruttamento