Mami Wata uno spiritual husband che imprigiona il cuore

Le vittime di tratta portano i segni anche visibili del “debito simbolico” di cui il loro stesso corpo è caricato.

Il culto di Mami Wata è diffuso nell’Africa occidentale e centrale, probabile che la sua origine derivi dal Golfo di Guinea, da cui si sarebbe propagato, acquisendo il nome di Mamba Muntu nell’area del Congo e dello Zambia

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Mami Wata è una donna metà umana e metà pesce, simile a una sirena, che dona ricchezze ma non figli, essa è dispensatrice di ricchezza e beni di lusso ai suoi adepti, che devono rimanerle fedeli, pena malattie, morte e sventura.

E’ una sorta di divinità definita “spiritual husband” con cui si ha una relazione di dipendenza, non libera: se con un uomo, la divinità esige che eviti qualsiasi contatto sessuale con le donne “umane”; se con una donna, non può sposarsi né avere figli, ma è lecito avere relazioni e usare gli uomini che frequenta pretendendo soldi, gioielli, vestiti, cosmetici.

Ecco quindi che si spiegano vari comportamenti, talvolta incomprensibili agli operatori del sociale che si trovano di fronte donne che hanno atteggiamenti inusuali.
Mami Water schiavizza nel profondo, anche quando si ha la libertà fisica.
Ecco perché è fondamentale operare anche nel campo spirituale e psicologico delle vittime di tratta, per dare loro la piena libertà del cuore e della mente.